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“Pace, ritornu è libertà”, le istituzioni còrse presentano un progetto per l’amnistia e il reinserimento sociale dei prigionieri politici

La conferenza stampa delle più alte cariche pubbliche di Corsica è stata definita come “politicamente simbolica” ed è stato il momento per la presentazione di un progetto a favore dell’amnistia di quelli che i rappresentanti còrsi continuano a chiamare prigionieri politici nonostante lo Stato francese ne neghi sia l’esistenza che la definizione. La posizione pro amnistia è condivisa dalla maggioranza dei còrsi, da eletti di ogni tendenza politica e da cittadini comuni.

“I prigionieri politici fanno parte del problema còrso e devono necessariamente far parte della soluzione, è un appello di attaccamento alla pace”, ha affermato il presidente còrso Gilles Simeoni, che ha aggiunto: “questo progetto è presentato congiuntamente dal presidente dell’Assemblea di Corsica Jean-Guy Talamoni e da me ma è sostenuto dalla maggioranza territoriale, l’insieme delle donne e degli uomini che ci hanno permesso di avere questa responsabilità e di tutti coloro che hanno contribuito a costruire la storia contemporanea della Corsica.

Oggi la Corsica vive una nuova fase, quella della pace. Bisogna consolidarla, radicarla, nutrirla e noi stiamo facendo questo. E’ tutta la società còrsa, non solo i nazionalisti, ad impegnarsi in un processo di reinserimento professionale dei prigionieri politici. Noi diciamo allo Stato che avanzare sul tema dell’amnistia e del riavvicinamento in Corsica dei prigionieri significa valorizzare la vita”.

In sostanza la proposta propone di accompagnare coloro i quali usciranno di prigione in un cammino di rinserimento professionale. Se lo Stato bloccherà questo processo sarà necessario che la società prenda il sopravvento, auspicano i responsabili còrsi.

Jean-Guy Talamoni, presidente dell’Assemblea còrsa, interviene sulla stessa linea: “è necessario scrivere un nuovo capitolo iniziando dalle basi, cioè da coloro i quali hanno pagato il prezzo più alto sacrificando la loro libertà. Penso ai prigionieri e ai ricercati, sono parte fondante della soluzione politica. E’ una questione sia concreta che politica in quanto da un lato bisogna trovare un lavoro a chi esce dalle carceri e dall’altro bisogna ricordare che la nostra maggioranza politica deriva da quarant’anni di lotta. Per noi non si tratta di uno dei temi da affrontare ma costituisce una parte di noi stessi.

Vogliamo dare a Parigi un messaggio molto chiaro: anche se loro non stanno facendo la loro parte sul cammino della pace, la Corsica è determinata e va avanti passo dopo passo verso la soluzione politica e la pacificazione”.

Il progetto si rivolge alle istituzioni di ogni ordine e grado, al corpo sociale e agli attori economici ai quali si chiede di prendere collettivamente atto della nuova situazione politica generata nel giugno 2014 dalla fine delle azioni clandestine armate, in una logica di pace, di democratizzazione, di unità e di responsabilità nazionale, alla quale aspirano e contribuiscono tutti i còrsi.

Secondo i politici indipendentisti al governo dell’Isola occorre consolidare queste conquiste e renderle irreversibili, facendosi carico delle implicazioni personali e familiari di coloro i quali sono stati i protagonisti del conflitto.

FONTI: Alta Frequenza, Corse Net Infos, Radio Corse Frequenza Mora, Associu Sulidarità, Corsica Infurmazione, France3 Corse Via Stella, U Ribombu.

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