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Referendum Catalogna – Notizie del 09-09-2017

09-09-2017   IL “MINISTRO” CATALANO DEGLI ESTERI INCONTRA LA PRIMA DELEGAZIONE DI OSSERVATORI INTERNAZIONALI

Il consigliere catalano per gli affari esteri Raül Romeva ha incontrato la prima delegazione di osservatori internazionali per supervisionare la preparazione del referendum.
La delegazione internazionale è guidata dal diplomatico olandese con esperienza negli organismi internazionali Daan Everts ed è composta da osservatori inglesi, statunitensi, francesi e polacchi.
Everts, già ambasciatore dell’Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione Europea (OSCE) nel processo di indipendenza del Kosovo, ha dichiarato che il ruolo del gruppo è imparziale e che non ha preferenze politiche: non vuole quindi entrare nel dibattito sulla legittimità del referendum ma ha interesse nell’osservare come si sviluppa l’esercizio democratico.


09-09-2017   PORTAVOCE GOVERNO SPAGNOLO: “CONSEGUENZE LEGALI PER I DIRETTORI SCOLASTICI. L’INDIPENDENTISMO PORTA LA DITTATURA IN CATALOGNA”

Il portavoce del Governo spagnolo Íñigo Méndez de Vigo ha dichiarato che tutti i collaboratori del referendum subiranno conseguenze legali, in particolare i direttori scolastici che dovessero aprire gli istituti per l’installazione dei seggi.

Secondo Méndez de Vigo la legge catalana che consente il referendum presuppone una vera rottura dell’ordine costituzionale. Il rappresentante del Governo definisce come “curioso” che la legge catalana venga definita dal Governo catalano come la norma suprema dell’ordinamento giuridico catalano e che possa regolare “un’inesistente nazionalità catalana diversa da quella spagnola”.

Dopo aver accusato l’indipendentismo catalano di voler instaurare una dittatura e di agire in modo antidemocratico, Méndez de Vigo ha ribadito  l’impegno del Governo spagnolo nel non consentire il referendum: “nessuno può provare gli spagnoli della capacità decisionale”.


09-09-2017   IL SINDACO PODEMOS DI BARCELLONA NON SA SE CEDERE STRUTTURE PUBBLICHE PER IL REFERENDUM. NEL FRATTEMPO 670 COMUNI SI RENDONO DISPONIBILI

La sindaca di Barcellona Ada Colau, esponente della sezione catalana di Podemos/Podem, ha scritto una lettera istituzionale al Governo catalano per capire come si vorrà comportare rispetto alla decisione del Tribunale Supremo spagnolo che ha inabilitato la legge catalana che autorizza il referendum. Il Comune quindi attende una risposta dalla Generalitat per decidere se mettere a disposizione i locali pubblici. I rappresentanti di Podem sostengono che sono bendisposti a facilitare la partecipazione ma vogliono che il Governo spieghi come vorrà comportarsi rispetto alla copertura legale dell’iniziativa e quindi alla protezione di funzionari e lavoratori pubblici.

Nei giorni scorsi il delegato del Governo spagnolo in Catalogna, Enric Millo, ha notificato ai 948 sindaci catalani la decisione del Tribunale Costituzionale spagnolo che sospende il referendum e ordina a tutti i rappresentanti pubblici di impedire o paralizzare qualsiasi iniziativa che ignori o eluda la sospensione del referendum.

Secondo l’Associazione dei Municipi per l’Indipendenza (AMI) i comuni che hanno invece già dato disponibilità per il referendum sono 670 con più di 26mila collaboratori volontari registrati.


09-09-2017   LO STATO ATTIVA I CORPI DI POLIZIA PER IMPEDIRE IL REFERENDUM: COINVOLTI SINDACI E MEZZI DI INFORMAZIONE

La magistratura spagnola ha ordinato ai Mossos d’Esquadra (la polizia autonoma catalana), alla Policia Nacional e alla Guardia Civil di intervenire contro qualsiasi cosa che possa servire a realizzare il referendum; ha altresì chiesto che vengano chiusi i siti internet legati al referendum e che venga proibito ai mezzi di comunicazione di pubblicare pubblicità istituzionali della Generalitat de Catalunya sul referendum. Ai sindaci dovrà essere notificato un avviso di non collaborazione in nessun modo con la votazione. Il magistrato generale dello Stato spagnolo José Manuel Maza, ha ordinato al magistrato superiore catalano, José Maria Romero de Tejada, di dare istruzioni ai tre corpi di polizia di agire affinché qualsiasi azione delle autorità, funzionari pubblici o singoli privati in favore del referendum venga riportata e vengano confiscate le “prove del delitto”. I componenti delle forze dell’ordine catalani che non obbediranno a queste istruzioni potranno incorrere in responsabilità penali.



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