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Il Parlamento Europeo revoca l’immunità ai deputati catalani esiliati. Via libera alla criminalizzazione degli oppositori politici

L’ex presidente catalano in esilio Carles Puigdemont e gli ex ministri Clara Ponsati e Antoni Comin non godono più dell’immunità parlamentare europea. Lo ha deciso ieri il Parlamento europeo con il 57% dei voti (400 voti a favore e 248 contrari).

 


 

In una conferenza stampa i tre esponenti politici in esilio hanno dichiarato: ”

Ringraziamo per il sostegno ricevuto da molti colleghi del Parlamento Europeo, più di quel che speravamo. Questi colleghi hanno rifiutato di dare supporto alla strategia della repressione contro i dissidenti politici. Vorrei esplicitamente ringraziare gli sforzi della nostra squadra che hanno dovuto lottare in condizioni di grande svantaggio rispetto ai nostri oppositori per cercare di fermare questo provvedimento coinvolgendo il resto dei colleghi del Parlamento Europeo.

E’ un giorno triste per il Parlamento Europeo: noi abbiamo perso la nostra immunità ma il Parlamento ha perso ancor di più e di conseguenza ha perso la democrazia europea.

Siamo di fronte a una chiara persecuzione politica, basta leggere le reazioni, le dichiarazioni dei rappresentanti politici spagnoli, compresa la ministra degli Esteri. Una ministra degli Esteri che interviene per valutare quel che loro stessi continuano a definire come problema interno alla Spagna.

Dicono che si tratta di una questione strettamente giudiziaria, dicono che è in vigore la separazione dei poteri ma è dimostrato che tutto è condizionato da una forte strategia politica e parlamentaria. Sfortunatamente ora è il Parlamento Europeo a essere intrappolato in questa strategia. Oggi c’è un’altra prova di questo: le autorità spagnole hanno aspettato di conoscere il risultato di questa votazione prima di ritirare, questa mattina, la libertà condizionale ai nostri compagni prigionieri.

Naturalmente, come sempre, noi siamo a disposizione delle autorità giudiziarie belghe ma presenteremo una domanda contro questa decisione del Parlamento Europeo al Tribunale Europeo di Giustizia che è l’unico che può recuperare al grave danno che si è fatto alla democrazia europea revocando la protezione parlamentaria per ragioni strettamente politiche a tre membri del Parlamento.
Era impossibile vincere questa partita, se c’è una sorpresa è positiva: il livello di voti contrari in questa votazione è eccezionale. Abbiamo ottenuto un 42% di voti che hanno negato l’appoggio a questa decisione votando per il no o per l’astensione. Sicuramente è la votazione che ha ottenuto più voti negativi nella storia del Parlamento.
Inoltre ci sono 80 eurodeputati dei quattro gruppi che teoricamente erano favorevoli che hanno rotto la disciplina del gruppo. Ottanta eurodeputati che non hanno seguito la disciplina dei loro gruppi, sono molti. Molto probabilmente abbiamo la maggioranza nella sinistra europea, abbiamo l’appoggio maggioritario dei gruppi della sinistra europea.

Vorremmo dire alla Ministra degli Esteri spagnola che che la sua dichiarazione potrebbe concludersi in modo diverso: invece di dire che il Parlamento Europeo ha fiducia nella democrazia spagnola la frase corretta è che il 42% degli eurodeputati ha detto alla Spagna che non ha fiducia nella sua giustizia. E sicuramente questo non succede nei confronti di nessun altro Paese d’Europa. Il quarantadue percento degli eurodeputati non ha fiducia nella giustizia spagnola.
Quindi abbiamo perso la votazione ma abbiamo ottenuto una vittoria politica per aver portato il confitto catalano al centro del dibattito del Parlamento Europeo. Stiamo facendo capire al Parlamento che l’Unione Europea ha un problema con la Spagna. Una UE che vuol essere democratica ha un problema con la Spagna”.

 


 

Il governo spagnolo vede in questa decisione un appoggio e una manifestazione di fiducia nei confronti della giustizia spagnola. L’eurodeputata Iratxe Garcia, del PSOE, è “molto soddisfatta per il risultato, una chiara maggioranza del parlamento europeo sostiene la giustizia spagnola affinché possa svolgere il suo lavoro”.

L’eurodeputato Ernest Urtasun di Podem afferma che “sia il PSOE che Podemos hanno la responsabilità condivisa di far sì che il conflitto torni alla politica attraverso l’amnistia e la riforma del Codice penale”.

L’eurodeputata di France Insoumise Manon Aubry ha pubblicato un comunicato stampa nel quale afferma che “l’8 marzo il Parlamento europeo ha scelto di revocare l’immunità parlamentare a tre deputati (Carles Puigdemont, Clara Ponsati e Antoni Comin) ricercati per aver organizzato un referendum sull’indipendenza della Catalogna nel 2017.
Il Parlamento si ricopre di vergogna consegnando tre suoi membri ad una giustizia strumentalizzata, promossa da un partito di estrema destra e condotta da una corte la cui competenza è largamente contestata. I tre eletti rischiano 13 anni di detenzione già giudicata come arbitraria dall’ONU, da Amnesty International e dalla Federazione Internazionale dei Diritti Umani.
Si tratta di una colpa politica enorme: questa decisione del Parlamento Europeo evidenzia la sua inconsistenza democratica e segna un grave precedente per la democrazia e lo stato di diritto negli Stati membri”.

L’eurodeputata Anna Sophie Pelletier, sempre di France Insoumise, ha definito la decisione come “il voto della vergogna”. In un tweet ha aggiunto che “si tratta di una giorno buio per la democrazia europea”.

Il gruppo parlamentare europeo European Free Alliance ha pubblicato un comunicato in cui afferma che “per il Parlamento europeo considerare un referendum alla stregua di un delitto presuppone un precedente che dà supporto ad un sistema giudiziario autoritario che persegue i dissidenti politici pacifici e democratici”.

Per l’eurodeputato danese rosso-verde Nikolaj Villumsen la decisione del Parlamento europeo è vergognosa. “E’ una sventura, la democrazia e la libertà di espressione sono a rischio. Ad ogni modo è positivo che 248 eurodeputati abbiamo resistito alle pressioni che abbiano difeso la democrazia”.

Il sindaco della città di Anversa e deputato della Camera federale belga Bart De Wever, esponente della Nuova Alleanza Fiamminga N-VA, ha affermato che si tratta di un giorno nero per l’Unione Europea.

L’eurodeputata del Partito Comunista di Boemia e Moravia, Katerina Konecna, sottilinea che c’è una buona parte del Parlamento Europeo che è disposta a lottare per la democrazia in Europa. “Continueremo a sostenere i diritti politici del popolo catalano. Questa vicenda tutt’altro che finista”.

Martin Sonnerborn, leader ed eurodeputato del partito tedesco Die Partei, aderente al gruppo dei verdi, ha affermato che i partiti conservatori stanno distruggendo l’Unione Europea. “Il Parlamento Europeo non non protegge i suoi membri dalle persecuzioni politiche”.

Diana Riba, eurodeputata di Esquerra Republicana de Catalunya afferma che a vincere è stata la ragion di Stato a detrimento della giustizia, della democrazia e degli interessi generali dell’UE come spazio di difesa di diritti fondamentali. Non ci hanno convinti e non ci convinceranno”.

L’avvocato dell’ex presidente Puigdemont, Gonzalo Boye, crede che la giustizia belga tornerà a rifiutare l’estradizione degli esiliati nel caso in cui il magistrato del Tribunal Supremo spagnolo Pablo Llarena riattiverà l’ordine di cattura europeo. Secondo l’avvocato, il rifiuto dell’estradizione del ministro Lluis Puig in passato è statao basato sulla giurisprudenza del Tribunale di Giustizia dell’Unione Europea e, quindi, la presentazione delle pregiudiziali da parte di Llarena non farà cambiare l’atteggiamento del tribunale europeo e di quello belga.

Jessica Albiach, esponente di Podem, ha votato contro la revoca dell’immunità parlamentare dei tre esiliati catalani. “Il voto contro è un voto contro la giudizializzazione della politica. Nonostante i disaccordi politici abbiamo votato a favore del dialogo e della politica. Un Parlamento europeo così diviso dovrebbe far ragionare qualcuno”.

L’eurodeputato còrso Roccu Garoby afferma che questo è “un giorno triste per la democrazia, la “giustizia” spagnola ha vinto una battaglia ma la guerra per la giustizia, la libertà e l’autodeterminazione continua”.

Un altro eurodeputato còrso, François Alfonsi, afferma: “La Spagna lancia la sfida, partita continua. 293 deputati hanno rifiutato di votare a favore della revoca dell’immunità”.

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