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Sanchez e Felipe in visita a Barcellona. Mas, Puigdemont e Torra insieme a Perpignano

Oggi il presidente del consiglio Pedro Sanchez e il re Felipe VI sono in visita a Barcellona. Già da ieri sera i partiti e le entità socio-culturali indipendentiste hanno organizzato proteste e manifestazioni contro la presenza del re che tre anni fa in un discorso ufficiale appoggiò la repressione del referendum del primo ottobre.

Nel frattempo i tre ultimi presidenti catalani Artur Mas, Carles Puigdemont e Quim Torra, tutti inabilitati da provvedimenti della giustizia spagnola, saranno in conferenza stampa congiunta a Perpignano, territorio catalano amministrato dallo Stato francese. Su Puigdemont pende tuttora il mandato di cattura su tutto il territorio dello Regno di Spagna. I presidenti hanno presentato il testo del manifesto congiunto denominato “Dichiarazione di Perpignano“.


09.10.2020 – 12:00 Conferenza stampa dei tre presidenti catalani.

Artur Mas: “Non siamo venuti qui per lamentarci o per mostrare le nostre ferite. Siamo venuti per spiegarci. E’ normale che nell’UE del XXI secolo i tre ultimi presidente di un territorio dell’UE siano stati colpiti dalla vendetta dello Stato per difendere idee e organizzare azioni nonviolente? E’ etico che che la Catalogna abbia tre presidenti perseguiti e prigionieri politici nel momento in cui il re emerito di Spagna può fuggire all’estero con la complicità dello Stato? Di fronte a questo è chiaro che con questa Spagna non è possibile costruire una buona Europa perché l’Europa dei diritti e delle libertà è incompatibile con la Spagna della repressione. E’ normale che l’unica risposta dello Stato sia quella di ingaggiare una lotta giuridica? E’ stupido rispondere alla politica attraverso la via giudiziaria. E’ normale che gli ultimi tre presidenti della Generalitat siano stati perseguiti per aver difeso delle idee? E’ un’anomalia democratica. Non può esistere una Spagna di questo tipo se vogliamo una buona Europa. Quando abbiamo organizzato elezioni in modo nonviolento ci hanno accusato di disobbedienza”. Siamo qui per chiarire che succeda quel che succeda noi continueremo a difendere i diritti umani, il diritto all’autodeterminazione e la causa della libertà”.

Carles Puigdemont: “Questa conferenza stampa si svolge mentre un monarca istituito da Francisco Franco sta visitando Barcellona. E’ lo stesso re che ha provato a danneggiare tutti i catalani promuovendo la fuga delle imprese dalla Catalogna. Durante il mandato di Felipe VI tutti i presidenti della Catalogna sono stati inabilitati o destituiti. E’ un record, ma si adatta al modo di fare dei Borboni. Oggi siamo in tre ma in realtà siamo in cinque perché lo Stato ha impedito l’investitura di altri due presidenti: Jordi Sanchez e Jordi Turull. E’ una vergogna per tutti i responsabili politici che lo hanno tollerato, alimentato o diretto. Dobbiamo far riflettere l’Unione Europea. I catalani hanno il diritto di esistere. La volontà dei catalani non è stata rispettata. Noi tre presidenti siamo dello stesso partito: il partito dei presidenti colpiti dalla vendetta dello Stato. Come è possibile che il capo dello Stato non abbia mai voluto conoscere la nostra opinione? E’ la dimostrazione che la volontà di dialogare è a zero. Il conflitto va molto oltre al rapporto con un governo. Difendendo i diritti dei catalani stiamo difendendo i diritti umani di tutto il mondo. Tutti noi siamo stati eletti presidenti per volontà popolare, validata dalle urne, e questo non è stato rispettato. Non rispettare le decisioni dei catalani nel voto, il diritto a decidere i nostri rappresentanti, è una negazione diretta del nostro diritto ad esistere”.

Quim Torra: “Invio un salito al popolo valenciano in occasione della Diada del Nove ottobre. Inviamo tutta la nostra solidarietà ai cittadini di Madrid nella lotta contro la pandemia di Covid. In questi ultimi anni il movimento per l’autodeterminazione si è trasformato in una lotta per i diritti civili e causa dell’autoritarismo dello stato. Durante la mia presidenza ho sperimentato i limiti dell’autonomia. Non abbiamo né sovranità né risorse economiche. Siamo l’esempio del fatto che non possiamo aspettarci giustizia dallo Stato spagnolo. Voglio ricordare che siamo tre presidenti ma dietro di noi ci sono più di duemila persone colpite dalla giustizia spagnola. Il dialogo che promette la Spagna finisce sempre con le sentenze. Oggi siamo in tre presidenti inabilitati, ma chissà quanti potremo diventare. Non aspetteremo il risultato dei ricorsi legali contro la nostra inabilitazione in Spagna, ci appelleremo al Tribunale dei Diritti Umani Europei. L’indipendentismo è l’unico movimento che in modo radicalmente democratico aspira a cambiare le cose. Noi tre presidenti siamo il simbolo della persistenza nella difesa dei nostri ideali. Siamo in un labirinto, l’unico modo di uscirne è saltare il muro”.

I tre presidenti denunciano la parzialità e l’arbitrarietà della giustizia spagnola: “Questa è repressione ed è fuori da qualsiasi tipo di democrazia. Il conflitto è grave e chiede dialogo, negoziato e mediazione internazionale”. Sono tutti molto scettici riguardo alla tavola di dialogo promessa da Sanchez ma nonostante questo non saranno loro ad abbandonare il tavolo.

 


09.10.2020 – 11:25 Junts: “Siamo scesi in piazza per denunciare la corruzione della monarchia spagnola e la connivenza del governo di Sanchez”.


09.10.2020 – 11:05 La CUP dichiara che “l’autodeterminazione passa per l’eliminazione della monarchia e del regime ed è possibile solo attraverso la mobilitazione e la lotta diffusa”.


09.10.2020 – 11:00 La presidente dell’Assemblea Nazionale Catalana, Elisenda Paluzie, ha chiesto che la “resistenza” alla visita di Felipe VI si trasformi in iniziativa politica per ottenere l’indipendenza e ha criticato il dispositivo di blindatura che ha evitato che la catena umana sia potuta arrivare nei pressi del luogo della cerimonia presenziata dal re. “La monarchia non deve neanche vedere le proteste” ha criticato Elisenda Paluzie, aggiungendo che “i Borboni regnano in Catalogna per diritto di conquista”.


09.10.2020 – 10:55 Il vicepresidente di Omnium Cultural Marcel Mauri afferma che “l’unico modo che il re ha per venire in Catalogna è “bunkerizzando” la città di Barcellona. La realtà è che quel che vedono all’interno di questo perimetro blindato non è la realtà”.


09.10.2020 – 10:50 Il re spagnolo pronuncia il suo discorso per metà in catalano, lodando lo spirito internazionale di Barcellona e auspicando maggiore unità a livello Statale.


09.10.2020 – 10:40 Nel parlamento catalano è in corso un dibattito sull’autogoverno. Il portavoce di Junts Eduard Pujol, efferma che il re “ha due cose da fare: chiedere scusa alla Catalogna e chiedere la fine” della repressione.


09.10.2020 – 10:30 Nessun rappresentante istituzionale catalano e barcellonino ha accolto il re e il presidente del consiglio spagnoli


09.10.2020 – 10:00 Manifestanti in piazza.


09.10.2020 – 09:30 La polizia catalana ha fatto rimuovere questo striscione.

“Juan Carlos Primo, Felipe l’Ultimo”.

 

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